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Incentivi Fotovoltaico 2024: FAQ su CER, Superbonus e Altre Agevolazioni

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    Incentivi Fotovoltaico 2024: FAQ su CER, Superbonus e Altre Agevolazioni

    Di Pierluigi Benemerito | Comunità Energetiche, Green Economy, L'impianto Fotovoltaico, Superbonus 110%, Un'azienda Green | 2 commenti | 24 Marzo, 2024 | 0

    . Il 2024 si è aperto su un panorama ricco di novità per il mercato delle energie rinnovabili. Mentre il 2023 ha visto concludersi importanti iniziative come il superbonus 110% e lo sconto in fattura per i privati, in Europa nel 2024 si spinge sempre più verso un indipendenza energetica dal gas e una marcata riduzione delle emissioni. Un esempio significativo è l’approvazione della misura “Casa Green”, che sta suscitando preoccupazioni tra i proprietari di casa in Italia e in tutta Europa. Tuttavia, la transizione ecologica non può prescindere da agevolazioni e contributi statali.

    Questo articolo vuole essere una guida completa alle principali domande riguardanti gli incentivi nel settore fotovoltaico per il 2024. Si, mi sono concentrato esclusivamente sul fotovoltaico, e ti posso assicurare che già questo ha richiesto un notevole impegno di tempo. Spero che questa guida completa sugli incentivi del 2024 per l’installazione di impianti fotovoltaici possa esservi di aiuto.

    Nelle prossime settimane, mi propongo di esplorare in modo ancora più dettagliato alcune normative ed in particolare quella relativa alle CER su cui sto portando avanti un interessante progetto.

    Se non trovi qui una risposta ai tuoi quesiti, non esitate a contattarmi o a scrivermi nei commenti, sarò felice di darvi delle spiegazioni più approfondite!

    Domanda e risposta sugli Incentivi fotovoltaico previsti nel 2024

    Famiglie

    • Cos’è il Superbonus 70% e quali sono i principali cambiamenti rispetto al Superbonus 110%?
    • Chi può beneficiare del Superbonus 70%?
    • Quali sono i limiti di spesa per beneficiare del Superbonus 70%?
    • Cosa prevede il Superbonus per i soggetti con reddito inferiore a 15.000 euro?
    • Il Superbonus 70% è cumulabile con altre agevolazioni?
    • Che cos’è il Bonus 50% e quali spese copre?
    • Quali tipi di interventi sono ammessi con il Bonus 50%?
    • A chi spetta il Bonus Ristrutturazione?
    • È ancora possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta con il Superbonus 70% e Bonus casa ?
    • Come si applica la detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione?

    Le CER un opportunità per famiglie e aziende

    • Che cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?
    • Quali sono gli incentivi previsti dal Decreto CER?
    • Cos’è la tariffa incentivante del decreto CER?
    • Si può cumulare la tariffa incentivante con il contributo PNRR?
    • Chi può beneficiare del contributo PNRR e quali sono i limiti di spesa?

    Aziende

    • Cos’è il Fondo Nazionale Reddito Energetico?
    • Chi può beneficiare del Fondo Nazionale Reddito Energetico?
    • Cosa prevede il fondo per il Reddito Energetico?
    • Qual è il contributo previsto dal Reddito Energetico e quali sono i costi ammissibili?
    • È possibile cumulare il contributo del Fondo Reddito Energetico con altri incentivi pubblici?
    • Che cos’è il Decreto Energia 2024?
    • Quali imprese beneficiano degli incentivi previsti dal Decreto Energia 2024?
    • Cos’è il fondo per la promozione delle energie rinnovabili del Decreto Energia 2024?
    • Quali sono gli incentivi per l’energia rinnovabile introdotti dal Decreto Energia 2024?
    • Cos’è il Decreto Rinnovabili FERX?
    • Come funzionerà la procedura per ricevere gli incentivi del Decreto FERX?
    • Gli incentivi del Decreto FERX saranno cumulabili con altri aiuti finanziari?
    • Che cos’è la misura Nuova Sabatini e a chi è rivolta?
    • Quali agevolazioni offre la Nuova Sabatini?
    • Quali sono i requisiti per la Nuova Sabatini?
    • Come possono le PMI fare richiesta per le agevolazioni della Nuova Sabatini?
    • Come viene erogato il contributo ministeriale per la Nuova Sabatini?
    • Cos’è il Credito d’Imposta ZES e a chi è rivolto?
    • Quali sono i vantaggi offerti dal Credito d’Imposta ZES?
    • Quali imprese sono escluse dal Credito d’Imposta ZES?
    • Come funziona il Credito d’Imposta ZES per gli investimenti immobiliari?
    • Cosa succede se i beni agevolati con il Credito d’Imposta ZES non risultano operativi o vengono dismessi?
    • Che cos’è il bando Parco Agrisolare e chi può partecipare?
    • Quali sono gli interventi ammessi dal bando Parco Agrisolare?
    • Quali sono le risorse finanziarie disponibili del bando Parco Agrisolare?
    • Come si richiede il contributo previsto dal bando Parco Agrisolare?
    • Qual è la procedura per l’erogazione del contributo del bando Parco Agrisolare?
    • Che cos’è il piano il Piano Transizione 5.0 e a chi è rivolta?
    • Esistono incentivi specifici per l’installazione di impianti fotovoltaici?
    • Quali requisiti devono soddisfare le imprese per accedere ai benefici al Piano Transizione 5.0?
    • Come si procede per la richiesta e l’utilizzo del credito d’imposta?

    Cos’è il Superbonus 70% e quali sono i principali cambiamenti rispetto al Superbonus 110%?

    Il Superbonus 70% è un incentivo introdotto dal governo italiano con il decreto-legge n.212 del 29/12/2023 che riduce la detrazione fiscale dal precedente 110% al 70% a partire dall’1 Gennaio 2024 e che scenderà ulteriormente al 65% nel 2025. Questa modifica prosegue con il sostegno agli investimenti negli impianti solari fotovoltaici e in altri interventi edilizi energetici, con un’impostazione più sostenibile per le finanze pubbliche.

    Chi può beneficiare del Superbonus 70%?

    Oltre alle persone fisiche e ai condomini, il Superbonus 70% è esteso anche alle Onlus, alle organizzazioni di volontariato (ADV) e alle associazioni di promozione sociale (APS), come indicato dalla Circolare n.13/E dell’Agenzia delle Entrate.

    Quali sono i limiti di spesa per beneficiare del Superbonus 70%?

    Fermo restando il doppio salto di classe, la detrazione fiscale è rimasta invariata e si applica fino a un massimo di 48.000 euro di spese totali, con un limite di 2.400 euro per kW di potenza dell’impianto fotovoltaico. Per i sistemi di accumulo integrati, il limite è di 1.000 euro per ogni kWh di capacità, mentre per gli interventi che includono ristrutturazioni edilizie il limite scende a 1.600 euro per kW.

    Cosa prevede il Superbonus per i soggetti con reddito inferiore a 15.000 euro?

    È stato istituito un fondo specifico per i soggetti con reddito inferiore a 15.000 euro, valido fino al 31 Ottobre 2024. Questo fondo intende compensare la differenza tra le aliquote del Superbonus, passate dal 110% al 70%, ma solo per i lavori che avevano raggiunto il 60% di avanzamento entro il 31 Dicembre 2023.

    Il Superbonus 70% è cumulabile con altre agevolazioni?

    Il Superbonus 70% è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche a condizione che l’importo complessivo delle agevolazioni ottenute non superi il prezzo di acquisto dei beni e servizi agevolati, IVA inclusa. Tuttavia, è importante verificare le specifiche condizioni di cumulabilità per ciascuna agevolazione interessata.

    Che cos’è il Bonus 50% e quali spese copre?

    Il bonus 50% è un incentivo fiscale che offre una detrazione IRPEF del 50% sulle spese di recupero edilizio fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Questa agevolazione è rivolta ai lavori di ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, valida per le spese sostenute fino al 31 Dicembre 2024.

    Quali tipi di interventi sono ammessi con il Bonus 50%?

    Gli interventi ammessi includono:

    • Manutenzione straordinaria, come il rinnovo delle parti strutturali dell’edificio.
    • Restauro conservativo, per mantenere le caratteristiche storiche e architettoniche.
    • Ristrutturazione edilizia, che comprende una lista di interventi più ampi tra cui il fotovoltaico ed i sistemi di accumulo.

    A chi spetta il Bonus Ristrutturazione?

    Il bonus ristrutturazione o bonus casa è accessibile a tutti i contribuenti italiani e non solo ai proprietari degli immobili. Possono infatti accedere alla detrazione del 50% anche coloro che detengono diritti reali o personali sugli immobili e sostengono le spese, come locatari, familiari conviventi del possessore, componenti dell’unione civile e coniugi separati assegnatari.

    È ancora possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta con il Superbonus 70% e il bonus casa?

    Dal 17 febbraio 2023, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio non è più possibile optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito d’imposta, salvo alcune eccezioni. I soggetti che sostengono le spese possono optare per la detrazione d’imposta, suddivisa in 10 quote annuali. Questa modifica non si applica, tuttavia, agli interventi che erano già stati avviati o per i quali era stato ottenuto un titolo abilitativo prima del 17 febbraio 2023; in questi casi, resta possibile scegliere lo sconto in fattura.

    Come si applica la detrazione del 50% sulle spese di ristrutturazione?

    La detrazione del 50% viene applicata direttamente sull’IRPEF del contribuente ed è suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Questo permette di ammortizzare il costo degli interventi nel tempo in modo da facilitare la gestione finanziaria delle spese di ristrutturazione.

    Cos’è il Fondo Nazionale Reddito Energetico?

    Il Fondo Nazionale Reddito Energetico è un’iniziativa che fornisce sostegno economico alle famiglie in difficoltà per incentivare l’installazione di pannelli solari nelle abitazioni. Il fondo, previsto da un decreto dell’8 Agosto 2023, dispone di 200 milioni di euro disponibili fino al 2025 per supportare le famiglie bisognose nell’installazione di impianti fotovoltaici in autoconsumo.

    Chi può beneficiare del Fondo Nazionale Reddito Energetico?

    Possono accedere al fondo i nuclei familiari in condizioni di disagio economico, nello specifico quelli con un ISEE inferiore a 15 mila euro e i nuclei con un ISEE inferiore a 30 mila euro che hanno almeno quattro figli a carico.

    Cosa prevede il fondo per il Reddito Energetico?

    Il fondo sostiene l’installazione di impianti fotovoltaici in autoconsumo per abitazioni con contratti di energia elettrica attivi. Gli impianti devono avere una potenza nominale tra i 2 e i 6 kW e progettati per garantire l’autoconsumo energetico. Sono inclusi nei benefici anche i servizi di assicurazione, manutenzione e monitoraggio per almeno 10 anni.

    Qual è il contributo previsto dal Reddito Energetico e quali sono i costi ammissibili?

    Il contributo corrisponde alla spesa effettivamente sostenuta per l’intervento e comprende una quota fissa di 2.000 euro e una quota variabile di 1.500 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto. Non sono considerati ammissibili i costi per la misurazione dell’energia prodotta, la disinstallazione e lo smaltimento dell’impianto.

    È possibile cumulare il contributo del Fondo Reddito Energetico con altri incentivi pubblici?

    No, l’agevolazione prevista dal Fondo Nazionale Reddito Energetico non è cumulabile con altri incentivi pubblici per lo stesso tipo di intervento.

    Che cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?

    Una CER è un gruppo composto da cittadini, enti territoriali, PMI, enti religiosi, cooperative e autorità locali che condividono l’energia elettrica rinnovabile prodotta e sfruttano la rete di distribuzione nazionale per promuoverne l’utilizzo, per ridurre le emissioni di gas serra e per aumentare l’indipendenza energetica.

    Quali sono gli incentivi previsti dal Decreto CER?

    Il Decreto CER stabilisce criteri e modalità per accedere agli incentivi per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Gli incentivi includono una tariffa incentivante dal GSE e un corrispettivo stabilito dall’ARERA, basati sulla dimensione dell’impianto e sulla quantità di energia autoconsumata.

    Cos’è la tariffa incentivante del decreto CER?

    La tariffa incentivante per le CER è la tariffa garantita per 20 anni sull’energia prodotto ed autoconsumata all’interno di un CER da parte del GSE. Si compone di una parte fissa, che varia in base alle dimensioni dell’impianto, e una parte variabile, legata al prezzo di mercato dell’energia. Esistono anche maggiorazioni specifiche per impianti situati nelle regioni del centro e nord Italia. Nel complesso il valore della Tariffa incentivante può variare da un minimo di sei centesimi fino ad un massimo di tredici centesimi di euro per kWh auto consumato.

    Si può cumulare la tariffa incentivante con il contributo PNRR?

    Sì, la tariffa incentivante è cumulabile con la detrazione fiscale del 50% senza la riduzione della stessa o con il contributo PNRR o con altri contributi in conto capitale con un massimo del 40%. Tuttavia in questi casi, se si beneficia del contributo PNRR o di altri contributi, la tariffa incentivante viene ridotta in maniera proporzionale al contributo fino ad un massimo del 50%.

    Chi può beneficiare del contributo PNRR e quali sono i limiti di spesa?

    Il contributo PNRR è rivolto a chi risiede in Comuni con meno di 5.000 abitanti e intende realizzare un impianto di produzione a fonte rinnovabile con potenza fino a 1 MW. Il contributo a fondo perduto può coprire fino al 40% delle spese sostenute, con limiti che variano in base alla potenza dell’impianto, da 1.500 euro/kW per impianti fino a 20 kW a 1.050 €/kW per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

    Che cos’è il Decreto Energia 2024?

    Il Decreto Energia 181/2023, modificato dalla legge n.11 del 2 Febbraio 2024, stabilisce un fondo di 27 miliardi di euro dedicato alla promozione delle fonti rinnovabili, al sostegno delle imprese e alla ricostruzione dei territori recentemente colpiti dalle alluvioni. Introduce anche una semplificazione amministrativa per l’accesso alle agevolazioni.

    Quali imprese beneficiano degli incentivi previsti dal Decreto Energia 2024?

    Gli incentivi sono diretti principalmente a imprese energivore ovvero alle industrie del settore chimico, tessile e del vetro per l’installazione di impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici. Il GSE garantisce un anticipo sull’energia prodotta per i primi tre anni, con restituzione nell’arco dei successivi 20 anni.

    Cos’è il fondo per la promozione delle energie rinnovabili del Decreto Energia 2024?

    È stato istituito un fondo specifico con un budget di 350 milioni all’anno fino al 2032. Questo fondo è destinato a sostenere le azioni di compensazione e riequilibrio ambientale in determinate zone per l’installazione di impianti rinnovabili.

    Quali sono gli incentivi per l’energia rinnovabile introdotti dal Decreto Energia 2024?

    Il decreto introduce incentivi per stimolare gli investimenti nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, con un focus particolare sugli impianti fotovoltaici ed eolici. È anche previsto un incremento delle soglie di potenza per la Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA), che ora ammontano a 25 MW e a 12 MW.

    Cos’è il Decreto Rinnovabili FERX?

    Il Decreto Rinnovabili FERX, successore del FER1 del luglio 2019, è una normativa in dirittura d’arrivo che ha l’obiettivo di promuovere la decarbonizzazione entro il 2030. Si prevede, sulla falsa riga del FER1, che incentiverà la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso requisiti specifici e gare competitive telematiche gestite dal GSE.

    Come funzionerà la procedura per ricevere gli incentivi del Decreto FERX?

    Trattandosi ancora una bozza allo stato di fatto una volta avviati e messi in esercizio gli impianti nei tempi stabiliti, il GSE fornirà gli incentivi in diverse modalità:

    • Una tariffa premio per chi vende autonomamente l’energia
    • Il ritiro e la vendita dell’energia prodotta con una tariffa omnicomprensiva
    • Il recupero della differenza tra il prezzo di vendita e un valore di riferimento per chi vende direttamente l’energia.

    Gli incentivi del Decreto FERX saranno cumulabili con altri aiuti finanziari?

    Sì, gli incentivi previsti dal Decreto FERX potranno probabilmente essere cumulati con altri aiuti finanziari, ma esclusivamente per gli impianti di nuova costruzione. Sarà possibile ricevere contributi in conto capitale fino al 40% del costo totale dell’investimento.

    Che cos’è la misura Nuova Sabatini e a chi è rivolta?

    La Nuova Sabatini è un’iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese. Promuove gli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti produttivi, hardware, software e tecnologie digitali. È rivolta alle micro, piccole e medie imprese italiane o estere con un’unità operativa in Italia, che non si trovano in stato di liquidazione o difficoltà finanziaria e che non hanno ricevuto aiuti non rimborsati dichiarati illegali dalla Commissione Europea.

    Quali agevolazioni offre la Nuova Sabatini?

    La Nuova Sabatini offre prestiti a tassi agevolati da parte di banche e intermediari finanziari, garantiti fino all’80% dal Fondo di garanzia per le PMI. Il Ministero contribuisce coprendo una quota degli interessi sui finanziamenti, con tassi annui prefissati a 2,75% per gli investimenti ordinari e a 3,575% per gli investimenti 4.0 e green.

    Quali sono i requisiti per la Nuova Sabatini?

    I finanziamenti devono avere una durata non superiore a 5 anni, con importi tra 20 mila euro e 4 milioni di euro, e devono essere interamente utilizzati per coprire gli investimenti nelle categorie ammesse dalla misura.

    Come possono le PMI fare richiesta per le agevolazioni della Nuova Sabatini?

    Le PMI devono presentare la domanda di contributo direttamente alla banca o all’intermediario finanziario, che a sua volta verifica la documentazione e la regolarità dei requisiti prima di inoltrare la richiesta al Ministero. Una volta ottenuto il consenso, il finanziamento può essere concesso in un’unica soluzione o, in caso di leasing, entro 30 giorni dalla consegna del bene.

    Come viene erogato il contributo ministeriale per la Nuova Sabatini?

    Il contributo ministeriale viene erogato direttamente dal Ministero alle PMI beneficiarie in quote annuali, secondo un piano temporale che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento. Le PMI devono compilare e inviare in formato digitale la richiesta di erogazione del contributo, insieme alla documentazione richiesta, attraverso la piattaforma indicata dal Ministero.

    Cos’è il Credito d’Imposta ZES e a chi è rivolto?

    Il Credito d’Imposta ZES (Zona Economica Speciale) è un incentivo fiscale introdotto per favorire gli investimenti e lo sviluppo imprenditoriale nelle aree del Mezzogiorno d’Italia. A partire dall’1 gennaio 2024, le imprese presenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna possono beneficiare di questo incentivo per l’acquisizione di beni strumentali quindi impianti fotovoltaici oltre che a Terreni, immobili, macchinari, impianti e attrezzature.

    Quali sono i vantaggi offerti dal Credito d’Imposta ZES?

    Le imprese che investono nella ZES unica possono godere di un credito d’imposta proporzionato al costo totale dei beni strumentali acquisiti, con un limite massimo che segue le disposizioni della Carta degli aiuti regionali 2022-2027. Il credito d’imposta copre fino al 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

    Quali imprese sono escluse dal Credito d’Imposta ZES?

    Sono escluse dal Credito d’Imposta ZES le imprese che si trovano in stato di difficoltà economica o in stato di liquidazione. Inoltre, l’incentivo si applica a progetti di investimento superiori a 200.000 euro.

    Come funziona il Credito d’Imposta ZES per gli investimenti immobiliari?

    Per gli investimenti immobiliari realizzati tra l’1 Gennaio 2024 e il 15 Novembre 2024, il credito d’imposta è disponibile fino al limite massimo di 100 milioni di euro per investimento. Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

    Cosa succede se i beni agevolati con il Credito d’Imposta ZES non risultano operativi o vengono dismessi?

    Se i beni agevolati non risultano operativi entro il secondo anno fiscale successivo all’acquisto, il credito d’imposta verrà rideterminato escludendo il costo dei beni non operativi. Allo stesso modo, se i beni vengono dismessi, venduti, trasferiti o utilizzati per scopi non aziendali entro 5 anni dall’entrata in funzione, il credito verrà ridotto.

    Che cos’è il bando Parco Agrisolare e chi può partecipare?

    Il bando Parco Agrisolare sostiene l’installazione di impianti solari fotovoltaici nel settore agricolo e industriale primario, promuove l’energia sostenibile e l’efficienza energetica senza compromettere il suolo. Possono partecipare imprenditori agricoli, imprese agroindustriali con specifico codice ATECO e cooperative agricole, purché iscritti regolarmente al registro delle imprese, in regola con i contributi e senza sanzioni.

    Quali sono gli interventi ammessi dal bando Parco Agrisolare?

    Sono ammessi interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici con potenza da 6 kWp a 1000 kWp e interventi per l’efficienza energetica come la rimozione dell’amianto e l’isolamento termico. Gli interventi devono rispettare le normative ambientali.

    Quali sono le risorse finanziarie disponibili del bando Parco Agrisolare?

    Nel 2024 è previsto il terzo ed ultimo Bando salvo il non probabile esaurimento delle risorse complessive previste pari a 1,5 miliardi di euro. Il bando prevede che le risorse complessive siano suddivise tra le imprese che operano nella produzione agricola primaria, nella trasformazione dei prodotti agricoli e nella trasformazione dei prodotti agricoli in non agricoli. Almeno il 40% dei fondi è riservato a progetti nelle regioni del sud Italia.

    Come si richiede il contributo previsto dal bando Parco Agrisolare?

    Il contributo si richiede esclusivamente per via telematica, allegando documentazione come dettagli del beneficiario, dell’intervento, una relazione tecnica e le specifiche tecniche per la conformità ambientale. Il contributo viene concesso entro 30 giorni dall’acquisizione della domanda e viene erogato tramite bonifico bancario.

    Qual è la procedura per l’erogazione del contributo del bando Parco Agrisolare?

    Il contributo a fondo perduto può arrivare fino all’80% della spesa incentivata. Potrai essere richiesto in un’unica soluzione al termine dell’intervento o, in alternativa, richiedere un anticipo fino al 30% del contributo previsto. Entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento, i beneficiari devono inviare una relazione finale con rendicontazione delle spese. Il saldo viene erogato entro 90 giorni dalla presentazione della documentazione.

    Che cos’è il piano il Piano Transizione 5.0 e a chi è rivolta?

    Il Piano Transizione 5.0, normato dall’articolo 38 del Decreto Legge n. 19/2024, rappresenta un’evoluzione delle precedenti agevolazioni legate all’industria 4.0 e si inserisce all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo piano è dedicato a sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane, senza distinzione per dimensione o settore di appartenenza. Esso incentiva gli investimenti, da realizzarsi nel biennio 2024-2025, nell’acquisto di beni materiali e immateriali nuovi che favoriscano l’efficienza energetica. Il Piano Transizione 5.0 offre un credito d’imposta fino al 45% per quegli investimenti che si traducono in una riduzione dei consumi energetici di almeno il 10%.

    Esistono incentivi specifici per l’installazione di impianti fotovoltaici?

    Gli incentivi del Piano Transizione 5.0 per gli investimenti in moduli fotovoltaici si applicano esclusivamente ai pannelli prodotti nell’Unione Europea che rispondono a specifici criteri di efficienza. Si prevede un’incentivazione maggiorata del 120% per moduli con efficienza di cella pari almeno al 23,5%, e del 140% per i moduli bifacciali ad eterogiunzione o tandem con efficienza di cella almeno pari al 24%

    Quali requisiti devono soddisfare le imprese per accedere ai benefici al Piano Transizione 5.0?

    Le imprese non devono trovarsi in stato di liquidazione o in procedure concorsuali e devono essere in regola con le normative sulla sicurezza sul lavoro e i versamenti dei contributi previdenziali. Gli investimenti qualificabili devono portare a una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per la struttura produttiva o il 5% per i processi interessati, dimostrabile attraverso specifiche certificazioni di riduzione dei consumi energetici.

    Come si procede per la richiesta e l’utilizzo del credito d’imposta?

    Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione in un unica rata tramite modello F24, presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, cinque giorni dopo la ricezione dell’elenco dei beneficiari trasmesso dal GSE. L’eventuale residuo non compensato può essere utilizzato nei cinque periodi d’imposta successivi.

    Conclusione

    Le opportunità sono davvero tante e nonostante abbia sintetizzato il più possibile al fine di toccare i principali dubbi che sorgono mi rendo conto che magari ce ne sono altri che ancora non ho toccato. Quindi Se non trovi qui una risposta ai tuoi quesiti, non esitate a contattarmi o a scrivermi nei commenti, sarò felice di confrontarmi ed aggiungerla delle spiegazioni più approfondite!

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    Pierluigi Benemerito

    Imprenditore e Investitore della Green Economy. Mi sono innamorato di questo settore nel 2011 e da allora ho coltivato questa passione, convinto che ogni investimento nelle energie rinnovabili sia non solo eticamente corretto, ma anche economicamente vantaggioso.

    Altri articoli di Pierluigi Benemerito
    Agevolazioni Fiscali, fotovoltaico, Guida Pratica, Normativa

    2 commenti

    • Francesco Rispondi 08/06/2024 at 08:40

      Buongiorno,
      se realizzo un impianto fotovoltaico su un edificio ubicato in un comune con meno di 5000 abitanti, entrando in una CER possso beneficiare per contributo a fondo perduto del 50%, a questo si può sommare la detrazione IRPEF del 50%?

      • Pierluigi Benemerito Rispondi 08/06/2024 at 09:26

        Ciao Francesco,
        Confermo che è possibile ottenere partecipando ad una CER ed accedendo al contributo del PNRR un contributo a fondo perduto del 40% che verrà erogato dopo circa 90 giorni dal conclusione dell’istruttoria. Se si opta per il contributo non si potrà godere della detrazione fiscale del 50%. Sarei curioso di conoscere in quale regione deve essere realizzato il futuro impianto fotovoltaico.

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