Conflitti internazionali, volatilità dei prezzi sul mercato all’ingrosso. Secondo la relazione annuale 2023 diffusa da ARERA, nella seconda parte dell’anno le bollette sono destinate ad aumentare.
In questo articolo voglio parlarti di prezzi dell’energia. L’argomento è sempre spinoso e i venti di guerra che arrivano dal conflitto in Medio Oriente ce lo ricordano ogni giorno, con le immagini terrificanti provenienti dalla striscia di Gaza. Per questo cercherò di capire e spiegare, tra discese e rialzi, cosa sta succedendo, cosa cambia, quali sono le cause di questi aumenti e cercherò anche di indicarti quali potrebbero essere i possibili rimedi o argini al caro bollette.
In uno scenario così polveroso, a tratti esplosivo, parto da alcuni dati affidabili, quelli della relazione di ARERA, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che approfondisce struttura e dinamiche del mercato energetico del nostro paese. Durante la presentazione della relazione annuale 2023, il presidente di ARERA, Stefano Besseghini ha sottolineato come il prezzo del gas naturale, diminuito a partire da gennaio 2023, tornerà a crescere nei prossimi mesi. E come se non bastasse, il Presidente di ARERA ha anche rappresentato una situazione molto simile a quella relativa ai prezzi del gas anche per quelli dell’energia elettrica, essendo soprattutto in Italia il mercato energia elettrica fortemente influenzato dal gas, in quanto una delle principali fonti utilizzata per la produzione.
Dunque parto da qui. Da questi timori condivisibili e da queste date precise. Perché le previsioni non sembrerebbero affatto rosee.
Quotazioni per il terzo e quarto trimestre in rialzo
Dire che la seconda parte dell’anno si preannuncia calda sul fronte delle bollette luce e gas è un eufemismo. E già, perché studiando il rapporto e le previsioni rese note dal Direttore dell’ARERA, sembra chiaro cosa dobbiamo aspettarci: un nuovo rialzo delle tariffe.
Sfogliando più nel dettaglio il rapporto, si intuisce che il rialzo dei prezzi sarà graduale. Proprio nell’ultimo trimestre dell’anno dovrebbe esserci un’ulteriore risalita dei prezzi, con tariffe più alte di ben il 25% rispetto al secondo trimestre per la bolletta della luce e più alte del 15% per la bolletta del gas.
Queste previsioni sono state, purtroppo, in parte confermate nei mesi di luglio e agosto 2023 con un prezzo medio del PUN di 0,11534 €/kWh del secondo trimestre. Il terzo trimestre sarà ancora sotto lo 0,2, intorno a 0,13€/kWh mentre nell’ultimo trimestre la media del PUN potrebbe superare i 140,00 €/MWh (0,14 €/kWh) secondo i dati forniti da Rapporto Energia.
Ricordando che lo scorso anno il PUN toccò punte di oltre 700€/MWh, personalmente condivido le ipotesi e le proiezioni che ARERA ci fornisce. E a questo punto, mi domando il perché o i perché di questi aumenti.

Scontro Israele-Palestina
Sto assistendo, come tutti voi, alle scioccanti immagini del conflitto tra Israele e Hamas. Questo scontro, specie se si dovesse allargare ad altri paesi, potrebbe rendere ancora più complicata la partita dei costi dell’energia.
Tra le tante dichiarazioni, mi ha colpito quello del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che ha sottolineato prontamente che lo scontro in atto tra arabi e il Governo Istraeliano potrà avere ripercussioni sulle bollette del gas degli italiani oltre che sui prezzi dei carburanti. E in una recente interista al Sole24Ore, Lapo Filistrucchi, professore di Economia politica all’Università di Firenze, ha sostenuto che: “La questione principale è quella dei costi dell’energia, con problemi che si possono verificare a breve, soprattutto se ci fosse un allargamento del conflitto a paesi come il Libano e, soprattutto, l’Iran”.
Tutto questo, rischia anche di vanificare gli sforzi compiuti quando la guerra in Ucraina spinse tutti i paesi europei a diversificare le fonti di approvvigionamento del gas.
Aumento bollette: le altre cause
A completare questo quadretto a tinte fosche, e tornando in casa nostra, ci sono criticità nella misura del Bonus Riscaldamento, cioè la misura tampone introdotta dall’attuale Governo che coprirebbe solo gli ultimi mesi del 2023, lasciando scoperti i mesi di gennaio, febbraio e marzo. Proprio quando nel nostro paese l’inverno e le temperature rigide si fanno sentire maggiormente.
Incredibile, vero?
Ma andiamo alle altre cause di questi nuovi aumenti. Gli esperti del settore hanno provato a spiegarlo, e io cercherò di spiegartelo in modo che la situazione possa essere chiara a tutti, anche ai meno esperti.
Secondo la relazione i mercati risultano essere volatili, mentre le quotazioni risultano essere in rialzo: nel quarto trimestre del 2023 avremo così un rialzo fino al 25% per la corrente elettrica, mentre per il gas sarà pari al 15%.
In parole semplici, al di là di percentuali inquietanti, il costo dell’energia elettrica sale perché è aumentato il prezzo del gas con cui viene prodotta la maggior parte dell’elettricità in Italia e in molti Paesi europei, una fonte che importiamo e così facendo ci espone pesantemente alla volatilità dei prezzi.
Una situazione in divenire, come hanno sottolineato gli esperti più prudenti, ma che potrebbe tradursi in un vero e proprio salasso per famiglie e aziende, nel momento in cui si ritroveranno la fattura tra le mani.
E quindi, cosa fare?
Le possibili soluzioni
Quello che fino ad ora mi è chiaro (e spero anche a voi) è che non dobbiamo aspettarci un periodo semplice, almeno in quest’ultima parte dell’anno. Saperlo non può essere certamente incoraggiante per famiglie e imprenditori, ma ci permette almeno di non farci trovare impreparati.
L’aumento delle bollette è un argomento sempre di difficile comprensione, perché fortemente influenzato dalle dinamiche dei mercati dell’energia, ma potrebbe essere anche un punto di svolta per cercare quelle soluzioni strutturali e durature che necessitano davvero al mercato e alle famiglie.
Non ci resta quindi che chiedersi se i consumatori siano costretti inevitabilmente ad accettare in modo passivo gli aumenti luce e gas in arrivo o possano fare qualcosa di concreto per alleggerire il problema. A mio parere si può ancora fare tanto, e grazie a qualche piccola accortezza risparmiare può essere davvero possibile.
Certo ci sono azioni che ognuno di noi può compiere per risparmiare energia e, di conseguenza, diminuire il costo in bolletta. Come ci sono opportunità per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni e degli uffici.
Quest’ultimo obiettivo può, ad esempio, essere raggiunto puntando su elettrodomestici a basso consumo (è fondamentale controllare la classe energetica), ma anche aumentando l’isolamento termico con il famoso cappotto termico interno ed esterno.
Ma non solo.

Investire nelle rinnovabili
Direi che ci troviamo in una fase critica. Ovvero, da un lato dobbiamo fronteggiare la sostanziosa crescita del prezzo delle materie prime (gas naturale in primis), che sta facendo aumentare i prezzi di benzina, elettricità e metano, dall’altro però dobbiamo fare ingranare la marcia alla transizione energetica. Quelle che sembrano due sfide separate, in realtà, hanno una relazione molto stretta, la stessa che c’è tra un problema e la sua soluzione.
Altrettanto utile può poi essere poi ricorrere alle fonti energetiche rinnovabili e sostenibili (un impianto fotovoltaico in questo periodo sarebbe l’ideale per famiglie e imprese).
Nel suo documento di descrizione degli scenari, Terna società che si occupa della rete di trasmissione italiana in alta tensione, la crescita delle rinnovabili e la diffusione dei sistemi di accumulo consentiranno di ridurre il numero di ore in cui le tecnologie alimentate a gas definiscono il prezzo all’ingrosso, contenendo l’esposizione della tariffa elettrica alla volatilità dei prezzi delle commodity energetiche.
Se ci pesiamo bene, una soluzione valida e pulita per abbassare i costi in bolletta è far crescere il contributo delle rinnovabili al mix elettrico.
Il caro bolletta a cui andremo incontro nei prossimi mesi è, con molta probabilità, anche il costo del ritardo della transizione energetica. La lentezza è causata dall’eccesso di burocrazia che regola la fase autorizzativa e dalla mancanza di obiettivi per attuare il target nazionale di sviluppo delle rinnovabili.
Quello che penso per concludere e che l’aumento della bolletta luce e gas potrebbe invece costringere in maniera virtuosa (e, aggiungo, finalmente) a incentivare la domanda di fonti di energia rinnovabile. Come ci dicono i tanti dati a disposizione, si avrebbe un risparmio certo a livello economico. E anche una maggior salvaguardia dell’ambiente.
Ti ringrazio per l’attenzione e ti invito a scrivermi se hai consigli o integrazioni, ma anche se non sei d’accordo su quello che hai letto. Oppure se vuoi approfondire i temi del caro bollette, sulle rinnovabili e sul fotovoltaico. O ancora, se vuoi raccontare la tua esperienza. Sarebbe davvero molto utile. Grazie.






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