Con un nuovo decreto firmato il 16 maggio 2025 dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, sono state disposte diverse modifiche alla disciplina del PNRR in relazione alle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) e agli incentivi che si possono ottenere.
Il provvedimento stabilisce tra le altre cose l’estensione della platea dei beneficiari, contributi a fondo perduto fino al 40%, possibilità di anticipo del 30%, cumulabilità con altri bonus e regole retroattive che renderanno immediatamente operative le modifiche.
Una spinta concreta che punta a favorire la nascita di nuove comunità energetiche in tutto il territorio nazionale, partendo innanzitutto dalla semplificazione delle regole per l’accesso agli incentivi, vista anche la scarsa adesione alla misura registrata finora.
Vediamo di seguito tutte le novità introdotte dal decreto e quando entreranno in vigore.
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Comunità Energetiche: estesi incentivi e tempistiche
La modifica più rilevante introdotta dal nuovo decreto per la realizzazione delle comunità energetiche riguarda senza dubbio l’ampliamento della soglia per l’accesso agli incentivi.
Il PNRR infatti prima destinava il contributo esclusivamente a favore dei comuni con meno di 5.000 abitanti, mentre ad oggi il beneficio si estende a tutti i comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti.
Si allarga quindi in maniera sostanziale il bacino dei potenziali beneficiari, con l’inclusione di oltre 7.700 comuni italiani, capoluoghi compresi. Ovvero, circa il 98% del totale nazionale.
Si tratta di una svolta strategica finalizzata a coinvolgere le cosiddette “aree intermedie” nella transizione energetica e favorire la nascita di più CER su tutto il territorio italiano.
Oltre all’estensione dei comuni beneficiari, il decreto introduce inoltre maggiore flessibilità nelle tempistiche per la realizzazione degli impianti.
Nello specifico, gli impianti finanziati dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026, ma potranno entrare in esercizio entro i due anni successivi alla conclusione dei lavori, e comunque non oltre la data del 31 dicembre 2027.
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Contributi fino al 40% e anticipo del 30%: come funziona
Ma le novità non finiscono qui. Il decreto che modifica la disciplina prevista dal PNRR per le Comunità Energetiche e l’accesso agli incentivi, introduce inoltre un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili per la realizzazione di impianti fotovoltaici, con massimali differenziati in base alla potenza installata.
In particolare, il contributo può essere concesso nelle seguenti misure:
- Per impianti fino a 20 kW: 1.500 euro a kW;
- Per impianti da 600 a 1.000 kW: fino a 1.050 euro a kW.
Il limite massimo di potenza per ogni impianto inserito in una CER è fissato a 1 MW. Si possono però realizzare più impianti distinti su particelle catastali separate.
Un ulteriore e sostanziale novità riguarda poi la modifica relativa alla gestione della liquidità. Mentre prima il MASE autorizzava un anticipo del contributo fino massimo al 10%, adesso è possibile invece ottenere un anticipo fino al 30% del contributo totale dovuto.
L’anticipo si può richiedere prima ancora della stipula del contratto di incentivazione, a patto che siano già stati avviati i lavori e presentata la documentazione preliminare. Il saldo verrà invece erogato alla conclusione dei lavori, previa verifica formale.
Tutti i contributi come sempre saranno gestiti dal GSE (Gestore Servizi Energetici).
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Comunità Energetiche: incentivi cumulabili e modifiche retroattive
Per la realizzazione di nuove comunità energetiche, il decreto prevede anche che gli incentivi possano essere cumulati con altri bonus e agevolazioni statali.
Si può quindi ottenere il contributo del 40% sulle spese per l’installazione di impianti fotovoltaici senza il rischio di andare incontro a sanzioni o tagli dovuti alla percezione di altri strumenti di sostegno.
Tutte le modifiche introdotte dal decreto del MASE del 16 maggio 2025 in relazione alle CER avranno effetto retroattivo. Ciò significa che le regole saranno valide anche per le domande di contributo già presentate. E anche in caso di progetti in fase di valutazione oppure già avviati.
I significativi miglioramenti previsti per consentire ad un numero sempre più elevato di comuni di poter promuovere la creazione di nuove comunità energetiche sono tangibili. Permangono però alcune criticità segnalate da diversi esponenti politici.
La principale riguarda l’esclusione delle grandi città (che superano i 50.000 abitanti) dalla possibilità di accedere agli incentivi. Una scelta ritenuta “discriminatoria” da molti, tra cui l’eurodeputato Daniele Tamburrano, che ha ricordato come i documenti europei invece non indichino limiti espliciti e come, in base al diritto comunitario, l’accesso debba essere aperto a tutti i comuni senza distinzione.
Il nuovo decreto rappresenta però ad oggi una vera svolta per il mondo delle CER nell’ottica degli obiettivi imposti dal PNRR per favorire la transizione energetica ed incrementare l’impiego di energia da fonti rinnovabili.
Tutti i comuni che non superano i 50.000 abitanti, difatti, possono ad oggi promuovere lo sviluppo di nuove comunità energetiche accedendo agli incentivi statali.
In seguito all’approvazione, il decreto del 16 maggio 2025 è stato ora trasmesso alla Corte dei Conti per le verifiche di competenza. Dopodiché si provvederà alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e alla conseguente entrata in vigore delle nuove regole per le CER.
Puoi vedere qui la nota ufficiale pubblicata dal MASE.






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