Ma perché è così importante dare il buon esempio da parte delle amministrazioni pubbliche?
La PA, detiene innanzitutto la gestione delle risorse economiche. Te ne cito alcune: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) o il Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Entrambi sono strumenti finanziari per la realizzazione di programmi a livello nazionale e regionale. Si tratta di ingenti somme di denaro da destinare a scelte strategiche importanti che impattano inevitabilmente sul resto del Paese. La diversità di strumenti in mano al settore pubblico è davvero ampia: dal piano nazionale di efficienza energetica al programma di riqualificazione della Pubblica amministrazione centrale, passando per i piani ambientali e energetici a livello regionale.
Molte regioni si sono attrezzate con normative specifiche al fine di fornire contributi ai comuni interessati alle comunità energetiche. Regione Lombardia, per esempio, ha destinato 8 milioni di euro per impianti fotovoltaici negli edifici residenziali pubblici e ha disposto che gli enti locali lombardi possono far domanda di partecipazione ad un bando regionale che prevede contributi a fondo perduto per l’installazione degli impianti. Situazioni simili si susseguono da nord a sud: nel 2021 dopo il Piemonte, la Puglia, la Liguria e la Calabria, anche la Campania ha legiferato in materia di comunità energetiche, con l’obiettivo di favorire l’autoconsumo, la produzione e lo scambio di energia prodotta principalmente da fonti rinnovabili, nonché sperimentare e promuovere nuove forme di efficientamento e di riduzione dei consumi energetici.
La cumulabilità dei contributi statali
Le iniziative delle Regioni si sommano ai contributi e alle detrazioni già esistenti e previste dal nuovo percorso legislativo in materia di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabile (l’articolo 42-bis, inserito nel Decreto Milleproroghe convertito nella legge n. 8/2020 in 29 febbraio 2020).
Mi rivolgo a te sindaco di un comune italiano!
poniamo per esempio che tu voglia effettuare la riqualificazione un edificio comunale ti avviso che potrai attingere in contemporanea: 1) delle detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica e/o 2) del Conto Termico 2.0, installando un impianto fotovoltaico, 3) degli incentivi previsti per le comunità energetiche 4) oltre ai fondi regionali o statali a fondo perduto poiché è titolare degli stessi impianti.
C’è una motivazione importantissima e riguarda proprio i consumi.
In paesi industrializzati, gli edifici rappresentano circa il 40% del consumo totale di energia. In Italia di edifici pubblici se ne contano decine di migliaia. Solo i palazzi della PA hanno costi energetici di 9 miliardi di euro l’anno. Generare energia in loco è quindi essenziale se si vuole abbassare questo dato e rendere concreto il processo di decarbonizzazione.
Per questa ragione negli ultimi 15 anni c’è stato un cambio di paradigma nelle amministrazioni pubbliche e l’energia solare è diventata sempre più protagonista. Ad oggi, secondo il Report Comuni Rinnovabili di Legambiente sono 7.832 su 7.904 le amministrazioni municipali che dispongono di un impianto solare fotovoltaico.
Sono già 40 i Comuni 100% Rinnovabili, ovvero quelle realtà in cui le fonti rinnovabili riescono a soddisfare i consumi elettrici e termici delle famiglie. Una piccola “luce” che fa piacere conoscere e che traccia la strada per il resto delle pubbliche amministrazioni:
Le comunità energetiche un incentivo per il fotovoltaico sui palazzi pubblici
E sicuramente con la recente formazione delle comunità energetiche si incentiva maggiormente lo sviluppo del fotovoltaico sui palazzi pubblici. Queste configurazioni di nuova generazione mettono ancora più in luce il ruolo attivo delle amministrazioni pubbliche nella transizione energetica. Le azioni a cui sono chiamate partono dal fare rete con gli altri interlocutori (cittadini o imprese) al promuovere e sostenere un’area geografica (un distretto commerciale o un’area artigianale) al riqualificare un territorio al contrastarne lo spopolamento.
Insomma, gli enti locali o regionali hanno tutto da guadagnare dalla diffusione dell’energia comunitaria nella propria area e possono avviare, autonomamente, i nuovi progetti. In Italia siamo entrati nella fase di sperimentazione che si poggia su una struttura normativa definita e su soluzioni tecnologiche mature e innovative per la corretta realizzazione e gestione delle stesse. Quello che occorre fare da oggi in poi è diffondere il più possibile il cambiamento green con le comunità energetiche rinnovabili e andare oltre la mera pianificazione.
«I Comuni hanno la grande possibilità di fare di più, oltre a un’opera di divulgazione e informazione e alla partecipazione alla pari alle Comunità energetiche, come qualsiasi altro membro. Possono infatti giocare un ruolo ancora più importante e attivo, come alcune amministrazioni locali stanno già facendo, costruendo a loro spese gli impianti sfruttando diversi fondi a tassi agevolati o a fondo perduto che esistono, e inserire nelle Comunità energetiche, gratuitamente o a condizioni vantaggiose, quella parte di popolazione che si trova in povertà energetica». (Gianni Girotto)
Quello delle comunità energetiche rinnovabili è davvero un’inversione di rotta storico. Una sfida che ricorda quella di inizio Novecento, con l’energia proveniente dal fossile, distribuita dalle grosse centrali alle reti locali. Quel modello ha trasformato le città, ha portato ricchezza, ha introdotto nuovi lavori e nuove utility ancora oggi protagoniste del settore. Allo stesso modo il sistema delle rinnovabili può e deve affermarsi nelle nostre città e la pubblica amministrazione deve farsi promotrice di questo cambiamento.
Diventa il promotore del cambiamento all’interno del tuo comune!
Sempre più spesso mi ritrovo a parlare di comunità energetiche con la PA e sempre più spesso vedo un’apertura al cambiamento. Non esitare a scrivermi se tu direttamente o il tuo comune ha bisogno di maggiori dettagli su come realizzare una comunità energetica. Credo fortemente nel cambiamento e ti garantisco il massimo supporto per accedere a queste agevolazioni e renderti attore e protagonista di questo cambiamento. Insieme possiamo dare il nostro contributo in questa lotta contro l’inquinamento diventando pionieri di quella che sarà la futura normalità.






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