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CER: Il Modello di Governance Associativo

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    Caso studio di una CER

    CER: Il Modello di Governance Associativo

    Di Pierluigi Benemerito | Comunità Energetiche, Fotovoltaico, Green Economy, Un'azienda Green | 0 commenti | 30 Novembre, 2024 | 0

    Cos’è una Comunità Energetica?

    Iniziamo questo articolo con una breve definizione di comunità energetica ovvero: un insieme di individui, aziende e/o enti pubblici che si uniscono per produrre, distribuire e consumare energia rinnovabile in modo collettivo e locale. Anche se risale al 2021 questo articolo spiega molto bene cosa è una CER.

    Importanza della Governance nelle Comunità Energetiche

    La comunità energetica è, per sua natura, un soggetto distinto rispetto ai membri che vi aderiranno. Trattandosi di un’entità diversa da una persona fisica (un soggetto giuridico), deve essere costituita obbligatoriamente in una delle seguenti forme: associazione o fondazione, cooperativa, società di capitali o impresa sociale.
    Inoltre, secondo la normativa vigente, l’attività di gestione dei contributi previsti per le CACER non può essere a scopo di lucro e la CER deve generare ricadute positive sul territorio in cui opera.
    Infine, un altro punto molto importante da considerare è che, i membri della CER devono essere liberi di aderire o di uscirne in qualsiasi momento.
    Considerando tutto quanto appena scritto fa comprendere come la gestione tramite società di capitali non solo risulterebbe molto onerosa ma poco incline allo scopo mutualistico e non a scopo di lucro della norma.  

    Laddove la CER si rivolga a una moltitudine di persone, il modello di governance da scegliere, a mio parere, deve garantire un’ampia partecipazione dei membri, al fine di aumentare la loro fiducia e sostenere la crescita. Ricordiamoci che la CER nasce con l’obiettivo di una durata minima di venti anni. Chi dirige dovrebbe assicurarsi che le decisioni prese rispecchino gli interessi dei membri e che le operazioni siano trasparenti ed efficienti. 

    Il Modello Associativo: Semplice e Inclusivo

    Alla luce di tutto ciò mi sento di dire che il modello di governance associativo è uno dei più semplici e accessibili per le comunità energetiche. Vediamo perché.

    Caratteristiche Principali:

    1. Partecipazione Democratica:
      • Ogni membro ha diritto di voto nelle decisioni importanti come ad esempio l’elezione del direttivo.
      • Le decisioni vengono prese collettivamente durante le assemblee.
    2. Inclusività:
      • Facilità di adesione per nuovi membri o di cambio da parte dello stesso con nessun costo da supportare.
      • Promozione della partecipazione attiva di tutti gli associati.
    3. Trasparenza:
      • Pubblicazione regolare di report e bilanci.
      • Accesso aperto ai documenti e alle informazioni della comunità.
    4. Flessibilità:
      • Possibilità di adattare lo statuto alle esigenze specifiche della comunità.
      • Facilità di implementazione di nuovi progetti o iniziative.

    Benefici del Modello Associativo:

    • Semplicità: Il modello associativo è facile da comprendere e implementare, rendendolo ideale per comunità di diverse dimensioni e risorse.
    • Accessibilità: Con costi iniziali ridotti e meno burocrazia rispetto ad altri modelli, è più facile avviare una comunità energetica.
    • Coinvolgimento Comunitario: La struttura democratica favorisce un maggiore coinvolgimento dei membri, aumentando il senso di appartenenza e responsabilità.

    Analisi Comparativa dei Modelli di Governance per le Comunità Energetiche Rinnovabili

    Potrei scrivere per ore e non riuscire a forniti le giuste informazioni. Ogni modello di governance presenta vantaggi e svantaggi specifici, specialmente in termini di costi di gestione e burocrazia. Per facilitare la comprensione e la comparazione, ho preferito sintetizzare queste caratteristiche in una tabella comparativa. Mi sono voluto concentrare analizzando ogni modello sulla base dei costi di gestione, del livello di burocrazia richiesto e del controllo su chi detiene il potere decisionale. Questo confronto permette di evidenziare le peculiarità di ciascun modello, offrendo una guida pratica per scegliere la struttura più adatta alle esigenze di una CER.

    Modello di Governance Costi di Gestione Burocrazia Controllo
    Associazioni Bassi Bassa burocrazia, facile costituzione e gestione Direttivo eletto periodicamente tra e dai membri
    Fondazioni Alti Elevata burocrazia, regolamentazioni complesse CDA o fondatore
    Cooperative Medi Moderata burocrazia, ma necessità di gestione democratica Membro collettivo: ogni membro ha una voce nelle decisioni
    Società Benefit Elevati
    (normativa società di capitali)
    Elevata burocrazia, complessità nella conformità agli standard CDA eletto da azionisti, ma con obblighi di perseguimento del beneficio comune
    Cooperative
    (ex d.lgs. 112/2017)
    Medi
    ( parte dei profitti reinvestiti nella missione sociale)
    Moderata burocrazia, vincoli normativi specifici CDA eletto da soci, con obbligo di reinvestimento dei profitti nella missione sociale

    Spero che tramite questa analisi comparativa sono riuscito a fornire una visione chiara e concisa delle opzioni disponibili e aiutato a orientarti a prendere decisioni informate per il futuro della propria comunità energetica rinnovabile.

    A mio parere, anche considerando l’orientamento voluto dal legislatore, l’associazione senza scopo di lucro rappresenta lo strumento che meglio rispecchia la volontà della norma.

    Case Study: Comunità Energetica Rinnovabile Calabria

    Sono uno dei promotori della CER Calabria, già attiva e, come puoi intuire, basata su un modello di governance associativo. L’obiettivo della Comunità Energetica Calabria è coinvolgere produttori nella zona di mercato Calabria per raggiungere una potenza minima di 5 MWp. L’intento principale che ci siamo posti, insieme agli altri membri fondatori, è quello di generare una ricaduta positiva per almeno 2.500 tra cittadini e imprese locali sul territorio, dove sono presenti gli impianti di produzione.

    Ti anticipo che, ad oggi, sono già in corso di realizzazione i primi impianti di produzione. Ti prometto, e prendo come impegno, che nei prossimi mesi scriverò un articolo dedicato per raccontare nel dettaglio, con numeri alla mano, i primi passi del progetto CER Calabria.

    Conclusione

    Il modello associativo rappresenta una soluzione efficace e inclusiva per la gestione di una comunità energetica. La sua semplicità e trasparenza lo rendono un’opzione accessibile per chiunque voglia contribuire attivamente alla transizione energetica verso fonti rinnovabili. Unendo le forze attraverso un’associazione, possiamo costruire insieme un futuro energetico più sostenibile, equo e democratico.

    E tu, cosa ne pensi? Hai già aderito a una CER o stai valutando di farlo? Condividi la tua esperienza o il tuo punto di vista nei commenti, sono curioso di conoscere la tua opinione!

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    Pierluigi Benemerito

    Imprenditore e Investitore della Green Economy. Mi sono innamorato di questo settore nel 2011 e da allora ho coltivato questa passione, convinto che ogni investimento nelle energie rinnovabili sia non solo eticamente corretto, ma anche economicamente vantaggioso.

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