Il 2021 è sicuramente l’anno di gloria per gli impianti fotovoltaici sotto l’aspetto degli incentivi statali: dalle detrazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio, alla nascita delle comunità energetiche, arrivando fino al superbonus 110% previsto dal Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio).
La Legge di Bilancio 2021 ha, infatti, esteso fino alla fine dell’anno molte delle detrazioni fiscali, tra cui quella del bonus casa che si portano dietro anche l’istallazione degli impianti fotovoltaici.
Nonostante il Superbonus 110% appaia più attraente come proposta per i contribuenti, non è sempre percorribile, per via della presenza di rigidi requisiti e limiti burocratici che ne limitano l’attuazione. Molti dei richiedenti, inizialmente entusiasti, finiscono per rinunciarvi a causa di condizioni sfavorevoli.
Il Superbonus non rappresenta sempre la strada migliore da seguire
Oggi, in Italia, Il 110% ha monopolizzato l’attenzione, oscurando un’altra misura altrettanto vantaggiosa per chi sceglie la strada dell’efficientamento energetico: il Bonus Casa/Bonus Ristrutturazione (con aliquota 50%).
Inutile negarlo, tra le due proposte attira maggiormente la prima poiché permette un recupero totale delle spese sostenute. Ma quando questo non è possibile, cosa si fa? Si abbandona il sogno di migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione e contribuire all’evoluzione green del nostro Paese?
Quello che molti non sanno è che anche la detrazione al 50% comporta un enorme quantità di denaro risparmiato. La vera peculiarità del Bonus Ristrutturazione per l’anno 2021 è la cessione del credito. Questo vuol dire per il cliente la possibilità di chiedere al fornitore lo sconto in fattura. A questo si aggiungono altri punti di forza che non troviamo nel Bonus 110%:
- la velocità di esecuzione,
- un iter burocratico super semplificato,
- un risparmio economico importante,
- l’assenza di lavori trainanti.
Nel caso del Superbonus, invece, il contribuente si ritrova davanti una montagna di ostacoli: il numero di interventi di ristrutturazione da effettuare, la necessità di trovare tecnici e professionisti per valutare la fattibilità, la presentazione delle domande e una tempistica di cantieri decisamente lunga.
Ti ricordo che limitarsi a installare un impianto fotovoltaico, non dà diritto allo sgravio del 110%. Per la detrazione, l’impianto fotovoltaico deve essere abbinato a uno dei tre interventi principali previsti dal decreto:
- l’isolamento delle superfici opache degli edifici, ad esempio realizzando il cosiddetto cappotto,
- la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con soluzioni più efficienti,
- gli interventi antisismici.
Per cui non può richiederlo chi vuole installare soltanto l’impianto fotovoltaico.
Oppure, spesso capita che, a seguito di sopralluoghi tecnici, non ci siano le condizioni per il doppio salto di classe energetica (causa inadempienze strutturali/non a norma) e questo impedisce la realizzazione del progetto.
Il Bonus Casa: una valida alternativa
La detrazione al 50% è un’opportunità che comincia a suscitare un interesse crescente, conquistando quella fetta di mercato sensibile ai lavori di efficientamento energetico a cui proprio non vuole rinunciare. Sono soprattutto coloro che non riuscendo ad accedere al 110%, devono risolvere il problema dei consumi elevati e vogliono portare a termine un’opera di efficientamento energetico del proprio immobile.
Dunque, vale la pena accedere a questa agevolazione? La risposta è senza dubbio sì.
Permettimi di dirti che installare un impianto fotovoltaico è già economicamente conveniente anche senza la detrazione. Presa per buona questa affermazione ti faccio una domanda: Come girano i numeri oggi che hai la possibilità di pagarlo solo la metà?
In realtà, sono tantissimi le famiglie che chiedono la detrazione al 50% del Bonus casa (o Ecobonus) e sono clienti più informati e sensibili, con una consapevolezza maggiore rispetto a chi si lascia solo abbagliare dal momentum del “tutto gratis”.
Molti dei miei clienti che oggi chiedono informazioni sul bonus casa sono persone che hanno già verificato di non avere i requisiti per accedere al 110%. Hanno già vissuto le difficoltà e le lungaggini e le condizioni previste per il Superbonus e arrivano consapevolmente all’aliquota inferiore sapendo di andare incontro ad una maggiore tranquillità.
Ma non è soltanto un fatto di risparmio economico. Chi passa alla detrazione al 50% sa di andare incontro a tempi ragionevolmente brevi.
Ti posso confermare che c’è un effettivo aumento delle domande per ottenere il bonus 50% richieste che, a mio parere, sono più sane e consapevoli e meno drogate dall’entusiasmo iniziale del tutto gratis. C’è una presa di coscienza diversa del cliente. Su 10 clienti che chiedono interventi in Superbonus, la metà passa volentieri al 50%.
Bonus casa: burocrazia snella e tempi certi!
Grazie a una burocrazia snella i lavori di installazione sono immediati e contestuali all’esborso iniziale e il cliente ha la sicurezza che nel giro di un mese vengono ultimati. (Con il Superbonus servono almeno due mesi solo per l’analisi di fattibilità!)
Inoltre non sono necessari i lavori trainanti che per loro natura sono invasivi. Il cliente, con il bonus casa, ha la certezza che il cantiere possa partire senza essere vincolato al miglioramento della classe energetica o a interventi complementari.
Detrazione fiscale 50%: non dimentichiamoci dello Scambio Sul Posto!
Se si sceglie di optare per il Superbonus 110% sul fotovoltaico, non è inoltre possibile accedere allo SSP (che è una particolare forma di valorizzazione dell’energia scambiata con la rete). Tutta l’energia prodotta e non autoconsumata sarà ceduta al GSE con il meccanismo del Ritiro Dedicato a valori circa pari al PUN. Il ritiro dedicato, che consiste nella vendita dell’energia, nel 2021 sarà pari a circa 0,039 €/kWh.
In sostanza è necessario che autoconsumi tutta l’energia prodotta dal tuo impianto nel momento in cui la stai producendo, altrimenti è come se la stessi regalando!
In conclusione, la detrazione fiscale al 50%, possiamo riassumerla in:
- (+) Una burocrazia snella vuol dire installazioni più veloci, tempi certi e meno possibilità di sbagliare;
- (+) Accesso agli incentivi delle comunità energetiche e dello SSP vuol dire maggiori entrate/risparmi nel medio/lungo periodo;
- (+) Bonus casa vuol dire acquistare con uno sconto immediato del 50% rispetto al valore di mercato;
- (-) Affrontare una spesa per l’avvio dei lavori.
Oggi grazie allo sconto in fattura un impianto fotovoltaico da 3 kWp, con componentistica da Top Gamma, si può acquistare con un esborso compreso tra i 2.500€ e i 3.500 €. Se si ha già una casa energeticamente efficiente vale la pena scontrarsi con la burocrazia del superbonus 110% se si vuole installare solo il fotovoltaico?
Mi farebbe piacere conoscere la tua opinione in merito. Scrivimi nei commenti!






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