Da tempo si attendeva una normativa che permettesse la condivisione dell’energia prodotta da un impianto a fonte rinnovabile. Fino ad oggi, quando un condominio voleva installare un impianto fotovoltaico per ridurre i consumi energetici, l’unica strada percorribile era la seguente:
- Installare un impianto fotovoltaico intestato al condominio e collegato al POD condominiale per il fabbisogno legato per lo più ai consumi di ascensori e luce scale
- Installare un impianto fotovoltaico per ogni singolo condomino per far fronte ai fabbisogni privati della singola abitazione
Grazie alla nuova normativa, anche l’Italia si adegua alle direttive europee in tema di autoconsumo collettivo. Finalmente è possibile installare un impianto condominiale centralizzato dove l’energia prodotta, e non auto consumata per i fabbisogni delle parti comuni, potrà essere messa a disposizione per i consumi privati dei condòmini.
L’aspetto che rende ancora il tutto più interessante è che nel realizzare un impianto condiviso non solo si ha ugualmente diritto alla detrazione fiscale del 50% o a quella del 110% prevista dal decreto rilancio con possibile cessione delle stesse. Interessante anche sapere che per ogni kWh prodotto e auto consumato da uno qualsiasi dei condomini verrà erogato un incentivo.
Una potenziale richiesta non indifferente
Si parte da un dato, quello delle potenzialità: in Italia potremmo installare oltre 200.000 impianti fotovoltaici sui tetti condominiali, con un potenziale di almeno 6,5 GW di nuova capacità. Affinché questa potenzialità potesse iniziare a concretizzarsi era necessario risolvere alcune criticità. Oggi sono ancora pochi i pannelli solari installati sulle coperture condominiali. A frenare la domanda non sono tanto i costi quanto piuttosto l’obbligo, decaduto, di poterli sfruttare solo per risparmiare sui consumi delle parti comuni dell’edificio.
Oggi con la possibilità di realizzare nuove forme di sharing energy, i condomini potranno soddisfare i propri fabbisogni tramite l’utilizzo di energia pulita autoprodotta, nel contempo l’ambiente beneficerà di una consistente riduzione di emissioni di CO2. Infine, migliorando l’autoconsumo collettivo e geo localizzato, permetterà un grosso risparmio nei costi di gestione e distribuzione dell’energia, oltre che a una notevole diminuzione della complessità dei flussi di energia a livello nazionale.
Quali sono i reali vantaggi per il condominio?
Entrando più nello specifico il nuovo quadro normativo libera un gran numero di possibilità:
Minori costi di realizzazione:
Con la possibilità di realizzare un unico grande impianto fotovoltaico a servizio di tutti gli utenti del condominio sarà possibile abbattere i costi di realizzazione. Installando un impianto di potenza maggiore, i costi per kWp si riducono in relazionefvggg ad un fattore di economia di scala.
Minor spazio necessario per soddisfare il fabbisogno energetico:
Quasi la totalità delle famiglie italiane tende ad installare una taglia non inferiore a 3 kWp. I dati rilevati da ARERA indicano un consumo medio di una famiglia tipo pari a circa 2.700 kWh/anno. Per far fronte a questi consumi molto spesso è più che sufficiente un impianto fotovoltaico da 2 kWp. Con un impianto centralizzato si tenderà ad ottimizzare ancora di più la taglia in relazione al fabbisogno.
L’autoconsumo come obiettivo comune:
La condivisione dell’energia da parte di utenti diversi, per abitudini e per tipologia di consumi, permette di sfruttare meglio il profilo di produzione di energia dato da un impianto fotovoltaico. Ad esempio, se in un condominio sono presenti famiglie e locali commerciali, durante la settimana l’energia prodotta dall’impianto durante la giornata, e non consumata dalle famiglie perché fuori casa, potrà essere utilizzata dalle aziende e, viceversa, nei fine settimana, quando le aziende sono chiuse, ci sarà energia a disposizione di tutte le famiglie.
L’impatto economico di diventare un prosumer:
Tutti gli attori coinvolti in un gruppo di Autoconsumo Collettivo o di una Comunità Energetica diventeranno prosumer; Non si limiteranno ad usufruire del servizio elettrico nazionale (consumatori) ma ne saranno attivi partecipanti tramite la vendita dell’energia prodotta in eccesso (produttori). Inoltre, da questa vendita, potranno ricavare dei benefici economici che andranno ad incrementare la redditività dell’investimento. A differenza di quanto avviene con gli impianti allacciati da singoli in questo caso non verrà considerata attività di impresa. Un enorme semplificazione burocratica valida per impianti fino a 200 kWp.
La semplicità di realizzazione:
Per creare una comunità energetica condominiale non sarà necessario coinvolgere obbligatoriamente tutti i condomini nell’investimento iniziale o nel consumo dell’energia. Ad esempio, se all’interno di un condominio composto da 10 famiglie, solo 4 sono disposte ad effettuare l’investimento iniziale, si potrebbe configurare una situazione di questo tipo:
- Le 4 famiglie che effettuano l’investimento godranno della detrazione al 50% (utente produttore e consumatore)
- Le restanti 6 famiglie potranno godere dell’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico. Nel farlo consentiranno alla comunità energetica di maturare un incentivo maggiore (utente consumatore).
Sarà sufficiente disporre un regolamento per la ridistribuzione degli incentivi maturati dall’autoconsumo collettivo che tenga in considerazione delle due tipologie di utenti.
Ci tengo a conoscere il tuo punto di vista su questo argomento. Mi farebbe piacere avere un confronto anche con qualche amministratore di condominio disposto a valutare questa possibilità di investimento. Non esitare a scrivere nei commenti o a contattarmi per un confronto.






Operate in Liguria?
Sono un condomino di un condominio che dispone già di un impianto fotovoltaico con conto energia installato dal costruttore. Ho verificato che vi sono i tetti dei due vani scala liberi per un totale di 42 mq. circa posizionati nella parte più alta dell’edificio. Ho proposto un impianto individuale ma l’Amm.re ha ritenuto che il riparto dello spazio si faccia secondo la tabella di tutti proprietari (compresi i box), pertanto non è possibile un piccolo impianto fotovoltaico individuale
Posso proporre in assemblea una integrazione dell’impianto fotovoltaico esistente? O un nuovo impianto fotovoltaico centralizzato sui 42 mq. liberi?
Attendo risposta ringrazio e saluto cordialmente.
Mariano
Ciao Mariano,
si potrebbe valutare di installare un impianto FV di circa 6/7 kWp e ricevere gli incentivi previsti per le comunità energetiche sull’autoconsumo condiviso. Ad esempio una soluzione di questo tipo oltre a godere della detrazione fiscale del 50% permette di maturare fino a 1.400/1500 €/anno di incentivi garantiti per 20 anni.
Salve in un condominio di 7 famiglie di che dimensione energetica dovrà essere l’impianto per soddisfare il fabbisogno di tutti?
Ciao Massimo,
per il dimensionamento è necessario analizzare i consumi di tutte e 7 le famiglie partendo dalle fatture. Se invece si volesse fare un lavoro puntiglioso è importante analizzare anche i possibili “spostamenti” sull’elettrico che con ogni singolo condomino ha in programma di fare nei prossimi mesi/anni (clima, piano ad induzione, ricarica auto, ecc…). Essendo probabilmente lo spazio a disposizione limitato e dovendo ottimizzare al meglio l’investimento resto a disposizione per una eventuale consulenza in tal senso.
Salve, questo approccio del ftv centralizzato è ugualmente applicabile ad un edificio unico proprietario costituito da un abitazione +2 pertinenze + locale commerciale? Si potrebbe installare un impianto ftv centralizzato a servizio ed in condivisione tra abitazione, pertinenze e locale commerciale? In questo caso si potrà utilizzare il POD dell’attuale contatore?
Grazie per la risposta
Ciao Andrea,
conferma che è possibile. Per quanto riguarda la configurazione e il punto di immissione si andrà a valutare quale sia il POD da utilizzare per massimizzare l’autoconsumo diretto.
Buonasera.
Non vorrei sembrare maleducato, ma lei è certo che questo sia già possibile? A me risulta il contrario. Ovvero a me risulta che l’impianto fotovoltaico condominiale può essere, attualmente, o per le utenze comuni o per il singolo privato.
Ed i due non possono scambiare energia.
Non vorrei che la legge ci sia, ma come spesso accade, mancano i decreti attuativi.
Grazie e mi scusi ancora
Ciao Giulio,
si figuri la norma è abbastanza recente ed è quella relativa alla comunità energetiche. Per cui si è possibile gestire un “impianto centralizzato” in cui tramite la rete vengono fatte le dovute compensazione. Se fosse interessato a maggiori dettagli non esiti a scrivermi all’indirizzo mail info@pierluigibenemerito.it. All’interno del mio BLOG inoltre trovi anche degli articoli dedicati alle comunità energetiche.
PS: nel tuo caso è più corretto parlare di gruppo di autoconsumo.
Buongiorno, sono un Condomino di un Condominio di 50 appartamenti in una località di mare. Il Condominio ha la climatizzazione e la produzione di ACS centralizzata fornita da Pompe di Calore elettriche Mitsubishi (no gas). Il fotovoltaico può essere posto in modo complanare sopra la copertura delle cantine (superficie disponibile circa 180 mq). La Sovraintenza, essendo un bene storico, sembra non ammettere altre soluzioni. I proprietari delle cantine sono disponibili a realizzare l’impianto. È sempre necessaria l’autorizzazione del 50% dei Condomini o dei soli proprietari delle cantine?
Buongiorno, sono un Condomino di un Condominio di 50 appartamenti in una località di mare. Il Condominio ha la climatizzazione e la produzione di ACS centralizzata fornita da Pompe di Calore elettriche Mitsubishi (no gas). Il fotovoltaico può essere posto in modo complanare sopra la copertura delle cantine (superficie disponibile circa 180 mq). La Sovraintenza, essendo un bene storico, sembra non ammettere altre soluzioni. I proprietari delle cantine sono disponibili a realizzare l’impianto. È sempre necessaria l’autorizzazione del 50% dei Condomini o dei soli proprietari delle cantine?
Ciao Giovanni,
mi viene da dirti che se la superfice su cui vengono installati i pannelli è di uso esclusivo dei proprietari delle cantini e quindi il lastrico solare delle cantine non è parte comune si può procedere senza consenso del condominio ma con semplice comunicazione.
Il problema secondo me del consenso da parte del condominio si pone nel momento in cui l’investimento e l’uso è destinato alle parti comuni (contatore condominio e impianto centralizzato). Su quest’ultimo punto, essendo un investimento che riguarda l’intero condominio, penso sia necessaria comunque l’autorizzazione con votazione in assemblea ed accettazione alla realizzazione di un impianto fotovoltaico.
E’ possibile contabilizzare il consumo di ogni unità immobiliare ?
Nel mio condominio sono restii ad installare i pannelli fotovoltaici perchè temono che l’energia prodotta sarebbe in maggior parte consumata dai condòmini meno parsimoniosi.
Grazie per l’attenzione
Ciao Francesco,
con la costituzione di una CER la contabilizzazione dell’energia consumata è a consuntivo a fine anno mi spiego meglio con un esempio.
Supponiamo che sia stato realizzato un fotovoltaico allacciato in rete per mezzo del contatore condominiale e che tutti i condomini costituiscano una CER per utilizzare l’energia in eccesso prodotta dall’impianto. Quello che succederebbe è esattamente quanto segue:
– Il consumo del condominio sarebbe ridotto per la quantità di energia direttamente prelevata dall’impianto;
– Tutti i condomini continuerebbe a pagare le bollette in maniera regolare anche se consumata contestualmente alla produzione;
– La comunità energetica a fine anno riceverà per l’energia consumata da parte di tutti condomini (componenti della CER) il totale incentivi che andrà a suddividere in relazione a quanto stabilito nel regolamento.
Buongiorno, vivo in un condominio di nuova costruzione (fine lavori maggio 2021) con impianto fotovoltaico installato dal costruttore. Abbiamo scoperto che però non è mai stato chiesto l’allaccio dell’impianto. Chi dovrebbe farne domanda? L’amministratore o il costruttore?
Grazie in anticipo.
Vincenzo
Ciao Vincenzo,
il costruttore avrebbe dovuto delegare ad un tecnico di avviare le pratiche di allaccio del tuo impianto fotovoltaico. Puoi chiedere al costruttore o provvedere in autonomia affidando il lavoro ad un tecnico. Se vuoi posso metterti in contatto con uno dei miei tecnici e farti una quotazione.
Buongiorno, possiedo una palazzina di 4 appartamenti in una frazione di Modena, gli appartamenti sono dati in locazione a canone concordato. Sto valutando di dotare ogni appartamento di un impianto di climatizzazione con split a pompa di calore. Considerando le future maggiori spese in energia elettrica mi piacerebbe dotare la palazzina di un impianto fotovoltaico con batteria condominiale. Sfruttando la nuova normativa sulle comunità energetiche potrei:
– sostenere io il costo dell’intero impianto e godere della detrazione del 50% ?
– cedere gratuitamente ai conduttori degli appartamenti l’energia prodotta ?
grazie per una sua cortese risposta
Ciao Lauro,
si è possibile godere della detrazione fiscale del 50% mentre per poter cedere gratuitamente ai conduttori ci sono altre valutazioni da fare. Possiamo fissare una prima consulenza in video call per individuare la soluzione più idonea alle tue esigenze.
Buongiorno, siamo una palazzina di 3 condomini, di nuova costruzione dotato di pannelli solari condominiali. Dopo un anno finalmente tramite amministratore di condominio, siamo riusciti ad ottenere l’allaccio dei pannelli in rete. L’amministratore ci ha chiesto 500€ da dare all’ingegnere. Ma è normale questa richiesta? O è una spesa a carico del costruttore?
Ciao Valentina,
dipende dagli accordi presi con il costruttore. In linea di massima su nuova costruzione non sapendo chi sia il proprietario del POD non viene fatta la pratica di allaccio che resta in capo al nuovo inquilino.
Fotovoltaico condominiale centralizzato: ora è possibile fornire energia anche per i consumi privati.
Buongiorno, in riferimento all’articolo sopra descritto, nello specifico cosa si intende per fornire energia anche ai consumi privati?
Ad oggi avevo capito che l’autoconsumo collettivo e non comunità energetica, nel condominio, fosse possibile per l’impianto comune, esempio luce scala, ascensore. La normativa è cambiata? si possono installare batterie per ogni partecipante all’autoconsumo collettivo? Le energia prodotta può essere auto consumata direttamente dai singoli partecipanti della AUC?
Grazie, buona giornata
Ciao Massimo,
la costituzione di una CER anche sotto forma di autoconsumo collettivo permette la configurazione di utenti produttori (esempio un fotovoltaico unico condominiale) e di consumatori (esempio tutti i condomini). Mentre il condominio potrà godere dell’autoconsumo diretto sulle utenze in comune (luce scala ed ascensore) l’AUC composta dai condomini godrà dell’incentivo per l’energia consumata durante le ore di produzione dell’impianto fotovoltaico. Confermo che è possibile per il singolo condomino installare un sistema di accumulo per prelevare dalla rete e stoccare l’energia durante le fasi di produzione dell’impianto fotovoltaico e riutilizzarla nelle ore successive. Tale operazione certamente gioverà in termini di incentivi erogati. Sulla reale convenienza economica è necessario però fare un calcolo.
Spero di esserti stato utile. Colgo l’occasione per augurarti un buon anno
Salve,
vorrei gentilmente porle questo quesito:
abito in una villetta bifamiliare, che ha già due impianti fotovoltaici separati, installati nel 2011 e incentivati con il 4° conto energia, che servono i due appartamenti. Alla luce delle nuove normative sull’autoconsumo collettivo, e avendo necessità di maggiore produzione di energia, vorrei sapere se fosse possibile installare un nuovo impianto fotovoltaico centralizzato, con accumulo, che serva sia le pertinenze comuni (ed eventuale colonnina di ricarica auto) che i due appartamenti. Volevo capire se questa possibilità è realizzabile o nel caso contrario quali sono le problematiche.
Grazie in anticipo per la risposta, cordiali saluti
Ciao Alessio e buon anno,
si è possibile realizzarlo ma considera che l’impianto centralizzato funzionerà in autoconsumo diretto solo sul contatore delle parti comuni e permetterà, se correttamente configurato, di accedere agli incentivi per l’energia consumata sui 2 appartamenti. Se vuole possiamo fissare una consulenza tramite videocall per definire meglio la struttura burocratica e non commettere errori in fase di realizzazione.
buongiorno, volevo esporre le mie perplessità ed eventualmente, se possibile avere qualche suggerimento. Sto costruendo una bifamiliare munita di 10 kw di fotovoltaico con impianto elettrico trifase e riscaldamento a pavimento. La domanda è la seguente: posso gestire tutto con un solo contatore, in quanto siamo in famiglia, o necessariamente devo attivare due contatori? il Fotovoltaico vorrei predisporlo per entrambi le unità abitative è possibile? Vorrei mandare il tutto con una sola pompa di calore è possibile? per il fotovoltaico in questo momento che tipo di contatto conviene?
Ciao Giovanni,
in linea di massima ogni unità abitativa deve avere il suo contatore potrai e quindi predisporre 2 impianti fotovoltaici. Ti consiglio inoltre di fare attenzione perché probabilmente già previsti in fase di rilascio del titolo abitativo e senza non ti potrà essere concessa l’abitabilità.
Per quanto riguarda invece il sistema di riscaldamento questo potrebbe essere centralizzato e gestito con un unica pompa di calore. Qualora decidessi di procedere su questa strada, che probabilmente è anche la più efficiente, sarà necessario dimensionare il fotovoltaico in maniera corretta sul POD che gestirà la PDC.
Salve, sono un amministratore condominiale i pensione. Dove abito, il nostro amministratore ci ha proposto di installare i pannelli fotovoltaici condominiali relativi alla Comunità Europea, non quelli con batteria. Nella discussione, è emerso che possono aderire i condòmini per le loro utenze private. Riguardo la contabilizzazione della produzione/consumi condominiali e personali, ha ipotizzato una ripartizione in parti uguali o in millesimi generali. Io non sono d’accordo, poiché nei singoli appartamenti ciascuno produce e consuma in quantità diverse. L’amministratore ha ipotizzato una spesa folle se ci si dota di contatori volumetrici. Non so se esistono e quanto realmente costino, ma so di certo quanto sono venuti a costare in un condominio i contabilizzatori di calore in una centrale termica a gas. Potrei sapere un dettaglio in merito a questo dispositiìvo? In alternativa ho detto che per ripartire in modo equo produzione e consumi, la bolletta condominiale andrà ripartita come sempre stato, mentre per le singole unità, basterebbe fotocopiare la prima pagina dei singoli appartamenti che hanno aderito, nella quale appaiono le varie fasce e i relativi metri cubi. Basterebbe creare un piccolo programma in Excel che consiste in una banale proporzione. Grazie e buon lavoro. Massimo Zaniboni da Bologna
Ciao Massimo,
grazie per avermi scritto. Ti anticipo che nelle prossime settimane pubblicherò un articolo proprio in merito a questo argomento.
Mi sembra di capire che il vostro amministratore sia orientato nella realizzazione di un gruppo di autoconsumo collettivo. Ti posso assicurare che quello che stai scrivendo è fattibile nella gestione senza l’installazione di alcun apparecchio aggiuntivo e quindi senza aggravio di spese. I Dati relativi all’autoconsumo di ogni singolo POD vengono forniti direttamente dal GSE e sulla base di questi è possibile procedere alla suddivisione. Un attenzione particolare deve essere posta nell’aggiornare il regolamento che deve normare in maniera chiara tutti i flussi di denaro (Incentivi, eccedenze, rimborso oneri). Se dovesse servire sono disponibile nel supportarvi. Puoi scrivermi su info@pierluigibenemerito.it